Posted by: tonuzzu | 26/08/2009

Antica impostura

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          La storia é il regno della menzogna. Da quando abbiamo inventato l’ alfabeto e ci alleniamo con la scrittura, abbiamo prontamente scoperto l’ inganno del palinsesto, la stesura di codici che avallano i miti e le leggende di fondazione, di auge e  di declino, abbiamo scritto di comandamenti dettati da divinità delle quali in molti casi siamo al tempo stesso artefici e vittime. Abbiamo scritto dei miracoli di dio, dei suoi moti di collera, del fuoco rovente di Sodoma, abbiamo fatto parlare i profeti ed attribuito parole ai messaggeri. Abbiamo scritto sussidiari per le elementari e manuali universitari. Abbiamo scritto pergamene  che conferiscono il potere terreno, il vicariato di Cristo nella sede romana di Pietro, la corona e lo scettro di re e sultani. Tutto questo sarebbe stato possibile senza la fraudolenta opera di scrivani e copisti venali? Testi biblici, atti conciliari e libri rivelati non sono meno menzogneri degli altri scritti: essi furono violentati, contraffatti, riscritti, corretti, liberamente tradotti,  cancellati di nuovo. Se ci lasciamo abbindolare in quest’ epoca di cibernetica e comunicazione immediata, pensa a cosa sarebbe successo mille anni fa con le reliquie, apparizioni, stigmate, cadaveri prodigiosi, contese feroci per troni, alberi genealogici vecchi di secoli. L’ uomo é un essere eteronomo e lo é quasi per definizione. Delle volte penso che nel passato non tanto remoto i nostri avi  abbiano goduto di un grado di autonomia pari a zero.

Presto ricorrera il 150° anniversario della Repubblica Italiana e già fioriscono le interpretazioni centrifughe. Non sono tesi nuove, semplicemente tornano in auge quando alle cifre si affianca uno zero.                                                        Sotto i borbone si stava meglio? il piemontese é un ladrone? questione meridionale si oppure no? il brigantaggio é una guerra civile di liberazione? E Garibaldi un massone negriero al soldo dei Savoia? Il regno delle due sicilie fu un età d’ oro o di tenebra? Nei prossimi due anni ci sarà un proliferare spasmodico di dibattiti storiografici, i numeri e gli anedotti magari saranno ricordati da meticolosi video su youtube. Il diabattito é una cosa molto sana, specialmente quando é teso ad analizzare e sistematizzare gli scheletri negli armadi. Cosa ancor più sana però sarebbe non lasciarsi incendiare dal furore neoclanico, ricordarsi che la storiografia é sistemica anch’ essa e che sarà affiancata dai neomeridionalisti e da sedicenti padani in parlamento. I supporters incendieranno le interpretazioni e dalla legge quasi kharmica del “se non ci dominavate stavamo meglio” o “se non vi dominavamo stavate peggio” non ce ne usciremo più. Bisogna convincersi una volta per tutte che non esiste persona, famiglia, lignaggio, nazione, dottrina o Stato che non basi le proprie pretese di legittimità su una lampante impostura (savoia o borbone che sia). Coloro che danno fuoco alle biblioteche  per cancellare tracce moleste non sanno che i manoscritti bruciati erano anch’ essi falsi. Il più grande nemico della menzogna non é la verità: é una nuova menzogna. Lo storico toglie una menzogna per scoprirne un altra, questo é il suo pane quotidiano. Le bassezze umane che s’ incontrano in archivi e documenti, la crudeltà reiterata nel corso dei secoli farebbero venire il sonno a chiunque ma non per mancanza di sensibilità ma per il semplice fatto che il ripetersi delle cose ne sminuisce l’ effetto ed entra a far parte della sfera del risaputo.

 Parlare di storia é come sfidare o smascherare un paroliere mascherato che scrive  cose che non esistono. Lui scrive scrive scrive scrive scrive…e tu li semplicemente a constatare che la Verità non ha nessuna forma figuriamoci quella di un documento o di un numero.

 


Responses

  1. Cada mito es un timo


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