Posted by: tonuzzu | 19/08/2009

L’ uomo che piantava alberi

Immagino che Jean Giono avrà piantato non pochi alberi durante la sua vita. Solo chi ha cavato la terra per accomodare una radice (o una speranza) può aver scritto la singolarissima narrativa de “l’uomo che piantava alberi”, una indiscutibile opera maestra sull’ arte di raccontare. Chiaro che affinché una cosa del genere potesse succedere era necessario in primo luogo che esistesse Jean Giono, fortunatamente per me cosi non mi sento solo; ed in secondo luogo abbisognava che il tempo trascorresse, che la vecchiaia si presentasse per dire: “Sono qui”, forse solo con una età avanzata é possibile scrivere con i colori del mondo reale, colori che solo lui seppe usare. Questa storia é concepita nella più segreta e misteriosa arte della finzione.  Il piantatore di alberi  Elzéard Bouffier, che mai esistette, é semplicemente un personaggio costruito con i due ingredienti magici della letteratura, la carta e l’ inchiostro, l’ inchiostro e la carta. Ho aspettato Jean Giono e Elzeard Bouffier per tanto tempo, loro mi hanno trovato, folgorato sulla via di Damasco. Elzeard piantò migliaia di alberi nelle alpi francesi, dopo questi mille alberi, per azione della stessa natura, si moltiplicarono in milioni, con loro ritornarono gli uccelli, gli animali del bosco, tornò l’ acqua.

Figlio di un cordaio anarchico di origine italiana s’istruisce d’autodidatta e nel 1915 viene inviato al fronte a Verdun. Si salva. Nel cuore della guerra più terribile del ventesimo  secolo perde tutti i suoi amici, rimane scioccato dal orrore, dai massacri, dalle barbarie, e diventa un pacifista convinto. Nel 1939 sarà arrestato perchè non vuole adempiere più ai suoi obblighi militari e sebbene non abbia mai preso posizione rispetto al regime di Vichy é accusato di aver collaborato con i nazisti, sarà liberato a guerra finita. Il furore bellico del Comitato Nazionale Degli Scrittori Francesi, organismo nato dalla Resistenza, lo iscrive sulla lista nera. Nessuna forza progressista   gli perdonò la scelta dell’ obiezione di coscienza. Giano é l’ ultimo dei panteisti, dopo Parmenide e Spinoza é veramente l’ultimo. Non percorse il sentiero battuto dal esistenzialismo e neppure fu comunista. Giano  parlava di politica del albero nel 1953 quando nessuno parlava di ecologia.

In verità in verità vi dico che Giano é il più grande dei mentitori ma per ben mentire  é necessaria una infinita sincerità.


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