Posted by: tonuzzu | 20/07/2009

Il tradimento del Intestino

2684530901_5ffd51a838Una leonessa attacca la preda, la uccide e la mangia cruda. Alle volte la preda e’ troppo grossa e non puo’ mangiarla in una sola volta. Possono arrivare altri predatori, magari piu’ piccoli, che pero’ in branco, partecipano non invitati, al pasto, lasciando , a volte, l’ uccisore, a stomaco vuoto.
Per questo alcuni predatori, come il leopardo, sistemano la preda su un alto ramo di un albero, al riparo da concorrenti come le iene che, cacciando in branco, sono in grado di portargli via la preda. La vita del predatore è fatta quindi di mangiate rapide, ingoiando i bocconi anziché masticarli, con una dentatura che la natura gli ha fornito adatta a questo scopo e con uno stomaco in cui vengono secreti succhi gastrici potentissimi, che sciolgono in poche ore anche le ossa della preda. Il loro intestino cortissimo, 3-5 volte la distanza che separa la bocca dall’ano, assimila velocemente e velocemente evacua ciò che emetterebbe nel loro corpo i veleni della decomposizione.
Al contrario, gli erbivori, che vivono in branchi a volte composti da numerosissimi individui, mangiano con molta calma ciò che sta fermo e non può scappare, né provare dolore: l’erba. I loro stomaci la digeriscono lentamente, il loro intestino, lunghissimo, circa 25 volte la distanza tra la bocca e l’ano, è fatto per assimilare totalmente le sostanze molto diluite lì presenti. Potremmo dire, quindi, che mentre quello degli erbivori è un “pasto lento” e tranquillo, quello dei carnivori è un “pasto rapido” e ansiogeno.
Insomma una sorta di “low food” opposto a una sorta di “fast food”.
Ma che succede se trasponiamo questi criteri agli uomini? Che tipo d’ intestino abbiamo?
Abbiamo un intestino molto lungo circa 12 volte la distanza tra la bocca e l’ ano (10 metri), quindi la meta’ del intestino degli erbibori e piu’ del doppio di quello dei carnivori. La conclusione logica sarebbe una predestinazione al alimentazione onnivora ma nulla di piu’ falso. L’ homo sapiens se rispetta la sua natura ha un modo di mangiare senza alcun dubbio calmo, lento e tranquillo, la stessa cosa non si puo’ dire per coloro che disconoscono la propria natura e mangiano cadaveri di animali derivati dalla sofferenza e dalla morte industriale. Il “fast food” non e’ un comportamento tipico del homo sapiens ma dei soli carnivori.

vegetariani1247738213 Ma chi ci vuole rubare il cibo? quali sono le nostre iene antagoniste?
Inizio dicendo che il “fast food” è perfettamente funzionale ai tempi di lavoro sempre più serrati, imposti a chi produce.La catena di montaggio ha straripato in tutti gli altri ambiti. Siamo mammiferi frugivori-fruttariani, la natura ci ha programmati per mangiare soprattutto frutta, semi oleosi (ovviamente crudi) e per succhiarci qualche uovo od insetto. Siamo inadatti a mangiare carne ma questo alimento  è talmente entrato nel ciclo vitale urbano da influenzare anche il modo di intendere non solo il rapporto col proprio corpo, ma anche i rapporti interpersonali.
L’ uso che viene fatto dei cosiddetti mezzi di comunicazione di massa, da parte di chi gestisce il potere, attraverso un modo sempre più serrato di far vivere la notizia e la realtà, o meglio l’immagine che di essa viene data al pubblico, di creare dal nulla la notizia, di occultare continuamente la verità, contribuisce a rafforzare nell’individuo il senso della precarietà. Ci sentiamo proprio come un felino costretto a salire su un albero con la sua preda per consumare il suo pasto velocemente ed in solitudine lontano dagli antagonisti. I media ci stanno dicendo che la societa’ e la vita sono una giungla in cui sono ovunque in agguato predatori sanguinari in cerca di cibo in concorrenza tra di loro. Ognuno di noi viene  fatto entrare in empatia con la vittima, ed il potere repressivo dello stato si rafforza spacciandosi al servizio del cittadino-preda o del cittadino-vittima. Lo stato si autolegittima con una ipotetica sempre maggiore richiesta di sicurezza da parte di prede terrorizzate (un trucco piu’ antico della scoreggia).
Ma i media aiutano il potere anche a far sentire il cittadino un predatore. In tutte le manifestazioni dei rapporti interpersonali noi siamo predatori. competiamo con i nostri simili ed agognamo il successo. Calpestiamo i valori di giustizia, liberta’ ed uguaglianza per tutti iniziati tanto tempo fa dai piu’ illustri tra gli uomini.
Così, il cittadino in questa jungla è al contempo cacciatore e spaurita preda bisognosa di aiuto da parte di una “autorità” a lui superiore ed esterna.
In un simile contesto sociale e psicologico, è plausibile lo sviluppo di fenomeni nutrizionali profondamente squilibrati e tipici delle società più “danarose” ed fondamentalmente più autoritarie, come l’anoressia e la bulimia: due facce della stessa medaglia.
Il bulimico ingurgita velocemente enormi quantità di cibo che lo portano ad ingrassare sempre di più. A meno che egli non impari poi a vomitarlo. Un po’ come facevano i nobili dell’antica Roma durante le feste esagerate cui erano avvezzi. In quel caso la funzione del vomito era quella di permettere loro di svuotare lo stomaco per poi ricominciare. Il bulimico si avvicina al frigorifero dapprima furtivamente, come un predatore in agguato. Poi, d’improvviso lo apre e comincia l’attacco. In breve la preda è vinta e nel suo capace stomaco di predatore entrano, a valanga, enormi quantità di tramezzini, bistecche, coca cola, pop corn, dolci e quant’altro malcapitato sia lì presente.
Il predatore mangia velocemente, perché potrebbero spuntare uno o più concorrenti che vogliono sottrargli la preda. Dio non voglia! E giù bevande e solidi, cotti e fritti, in un vortice quasi furibondo, durante il quale egli non vede che “La preda” e sa che DEVE mangiarla tutta e il più presto possibile. Pena la morte. Predare o subire gli altri predatori. Mangiare o morire!
Ma la morte prima o poi arriva lo stesso, per eccesso di tossine, e si mostra al mondo come l’esito di malattie cardiovascolari, cancri, cirrosi, demenza precoce e senile, morbo di Parkinson, ecc. Non è un caso che gli animali predatori in natura muoiano delle stesse malattie che colpiscono l’uomo, mentre invece, sempre allo stato naturale, gli erbivori siano pressoché esenti da quelle stesse malattie.
In definitiva, assieme a tutte le “ragioni” di carattere psicologico-familiare per cui si è anoressici e/o bulimici, il “peso” della “ragione” sociale di cui abbiamo scritto dovrebbe essere preso in considerazione come una componente che può avere una certa rilevanza. Peccato che quest’ultima ragione sia strettamente dipendente da un andamento dei rapporti tra potere, mezzi di “decomunicazione di masse” ed individui che si va via, via, aggravando. A sfavore, ovviamente, della Libertà dell’Uguaglianza e della Fratellanza degli individui e tra gli individui.

In verita’, in verita’ vi dico che siamo dei frugivori-fruttariani non siamo stati programmati ne per consumare carne (neppure quella cotta) ne tanto meno per bere latte (nessun mammifero consuma latte dopo lo svezzamento perche’ noi dovremmo essere ancora una volta un eccezzione?). Le mamme si son sempre sbagliate, non siamo venuti su tanto forti per il latte a colazione o per la bistecca una volta al giorno. Siamo venuti su forti perche’ per fortuna la nostra dieta e’ stata piena di sementi e frutta: Il grano, il riso, il mais, l’ olio delle olive, le spremute delle arance, le patate anche se fritte, i semi delle leguminose (ceci, fave, faggioli,lenticchie).

In verita’, in verita’ vi dico che siamo responsabili di quello che mangiamo e quindi di noi stessi. Responsabili, non colpevoli !!!
C’ e’  chi imparera’ prima, c’ e’ chi ripetera’ esperienze gia fatte ma tutti ritorneremo a casa, abbiamo tutto il tempo del Universo. L’ anima imparera’ comunque.


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