Posted by: tonuzzu | 07/07/2009

Santo subito

Il culto della memoria ed i suoi rischi

santosubito5Si e’ conclusa la prima fase del processo di canonizzazione di Woityla, gli e’ stato conferito il titolo di servo di Dio. Mi rendo conto che il processo di beatificazione e’ un iter interno alla Chiesa ed ha origine dalle persone che hanno vissuto con il potenziale santo, che ne conoscono l’operato e lo stile di vita ma tutto deve essere vagliato con molta cura perche’  molto non si vuole considerare. Ci troviamo ancora su quella lunga onda mediatica che viene dal giubileo del 2000 quando la chiesa e il nostro stato confessionale ci hanno somministrato la immagine di un trionfo, di una rivincita del cristianesimo militante.  Oggi dopo i panegirici di Bruno Vespa sul papa morente , dopo la  descrizione minuziosa della malattia di un pover uomo, viviamo ancora  l’ entusismo millenaristisco e la retorica del papa giusto al momento giusto. Ristabilire il passato integralmente e’ qualcosa di naturalmente impossibile e ricordare e’ gioco forza una selezione e personalmente trovo sconcertante quando sento chiamare memoria la capacita’ dei computer di conservare  dati  indistintamente.

Quello che critico in tutto questo lungo iter d’ accesso diretto al paradiso  per il Papa numero 263, non e’ il fatto di ricordare degli elementi della sua vita  e di dimenticarne altri, da me stesso, dal mio cervello, dalla mia sensibilita’ in fondo non mi posso aspettare qualcosa di diverso. Quello che bisogna criticare con ostinazione invece e’ il diritto di controllare la selezione degli elementi che devono essere considerati. Non spetta alle istituzioni laiche e religiose raccontare la storia sebbene siano animate da buone intenzioni, nel caso specifico “santificare un uomo”. Lo stesso vale quando si ricorda una strage o una rivoluzione. Il ricordo non deve essere istituzionalizzato.Tutti hanno il diritto di ricordare e questo diritto si trasformare in dovere.                L’ operato di Wojtyla va  studiato a fondo e soprattutto comparato. Perche’ rifiutare la comparazione di un fatto con un altro, di un uomo con un altro? Non diremo a una persona che ha appena perso il figlio che la sua pena e’ comparabile a quella di molti altri padri sfortunati. Per l’ individuo l’ esperienza e’ unica,  singolare ed inoltre la piu’ intima di tutte. Nessuno deve ristrutturare la sua esperienza-relazione con il papa pellegrino, i significati devono continuare ad essere intimi.

La ragione pero’ toglie al individuo la unicita’ della sua esperienza, questo puo’ sembrare arrogante ma il dibattito razionale esige la perdita dell’ unicita’. Inoltre come affermare che la vita di un uomo e’ unica se mai l’ abbiamo comparata con un’ altra? Non facciamo come la sposa di Usbek nelle Lettere persiane di Montesquieu che nello stesso sospiro dice che e’ il piu’ bello degli uomini e che lei non ha mai visto un altro uomo.  Inoltre comparare non significa spiegare e tanto meno giustificare. Perche’ non si possono fare comparazioni tra il genocidio degli armeni, i campi sovietici o la riduzione degli africani in schiavitu’? Perche’ non parlare di  universale secolare lamento dei popoli? Bisogna essere contrari alle hit-parade della sofferenza e della santita’…sempre…

Wojtyla ed Augusto Pinochet

stretta di manoAnno domini  MCMXCIII ( in cifre arabe 1993) nella privatissima ed intima festicciola delle sue nozze d’oro il dittatore Pinochet riceve due letterine autografe in spagnolo che esprimono amicizia e stima. Queste missive portano in calce le firme del 263° successore di Pietro Karol Józef Wojtyła (Ioannes Paulus II)  e del segretario di Stato Angelo Sodano.
Testo:
Al generale Augusto Pinochet Ugarte e alla sua distinta sposa, Signora Lucia Hiriarde Pinochet, in occasione delle loro nozze d’oro matrimoniali e come pegno di abbondanti grazie divine con grande piacere impartisco, così compostolica speciale.
Ancor più benevolo è il messaggio di Sodano,nunzio apostolico in Cile dal ’77 all’88, nell’87 aveva organizzato la visita del papa a Santiago,trascurando le proteste dei circoli cattolici impegnati nella difesa dei diritti umani.

Sua Santità conserva il commosso ricordo del suo incontro con i membri della sua famiglia in occasione della sua straordinaria visita pastorale in Cile.

Il Vaticano non rese pubbliche queste missive accalorate. E neppure lo fece Pinochet. Ma tre mesi dopo prevalse la vanità del dittatore. I documenti furono portati alla luce dal quotidiano cileno El Mercurio. E furono ripresi da Témoignage Chrétien, la rivista francese dei cattolici progressisti guidati da Henri-Marie de Lubac considerato uno dei più influenti teologi del secolo XX, la cui dottrina ha direttamente ispirato il Concilio Vaticano II. Le reazioni di rivolta, di tristezza e di vergogna di questa parte della chiesa furono eclatanti ma evidentemente i proclami gridati di Karol Józef Wojtyła ed il celebre El amor es más fuerte! oscuro’ i nomi di morti, scomparsi e torturati (2.095 morti e 1.102 scomparsi). (Guarda il video)

Le beatificazioni controverse di Wojtyla

Wojtyła beatificò e canonizzò molte più persone di ogni altro pontefice, si calcola che le persone da lui beatificate siano state 1338 e canonizzate circa 482, mentre i suoi predecessori nell’arco dei quattro secoli precedenti avevano proclamato soltanto 300 santi. Tra tanta beatitudine ed acqua santa qualche figura controversa che ha avuto accesso al paradiso e’ presente.
Ricordiamo il beato Alojzije Viktor Stepinac, cardinale croato che mostro’ molta benevolenza verso gli Ustascia il movimento  nazionalista croato di estrema destra e filonazista che si opponeva al regno di Jugoslavia federativo. Stepinac inoltre era a capo di un’associazione che assicurava assistenza agli esiliati del nazionalsocialismo.
Perche’ ricordiamo Woityla per la ferrea opposizione alla prima e seconda guerra del golfo e non lo ricordiamo per la sua altrettanto ferrea posizione a favore del catto-nazionalismo croato nella guerra dei balcani? Che messaggio ecumenico e’ mai questo?

Controversa ci sembra pure la beatificazione di Papa Pio IX che secondo Woityla e’ un esempio di santita’. In nome di questo  papa-re furono uccisi molti rivoluzionari che si opponevano al potere temporale della Chiesa, centinaia di persone furono portate sul patibolo o davanti ad un plotone di esecuzione formato dai soldati pontifici. A Pio IX e’ legato il nome del crudele rapimento del bambino ebreo Edgardo Mortara, costretto ad essere educato cattolico e a non vedere piu’ i suoi genitori perfidi giudei. Pio IX si distinse anche per aver mandato soldati mercenari a sparare su uomini, donne e bambini di Perugia, nel 1859 la “citta’ ribelle” che voleva separarsi dallo stato pontificio per far parte del regno d’Italia, come poi avvenne a furor di popolo 2 anni dopo. Evidentemente Woityla deve aver letto e studiato da libri che noi non conosciamo, ci chiediamo infatti perche’ la valutazione del papa polacco discorda tanto da quella del Garibaldi nazionale che definisce Pio IX la più nociva fra le creature, perché egli, più di nessun altro è un ostacolo al progresso umano, alla fratellanza fra gli uomini e popoli. Un antisemita in paradiso? Woityla non sapeva che Pio IX aveva canonizzato l’ inquisitore spagnolo Pietro d’Arbués, noto per la persecuzione degli ebrei conversos, considerato martire, in quanto ucciso da questi ultimi nella cattedrale di Saragozza. Un ambiguo, un cinico, un machiavellico come Pio IX in paradiso insieme a San Francesco e gli evangelisti? Karol Wojtyla ha santificato inoltre che si schierarono in armi con le truppe del catto-fascista Francisco Franco. Questi santi martiri, per nulla pacifisti volevano rinverdire i fasti della chiesa di Torquemada e dei Quemaderos, i forni collettivi dove gli eretici erano cotti a fuoco lento.

Ecumenismo?

Non si possono inviatare i rappresentanti di altre religioni, come e’ successo piu’ volta anche ad Assisi, in un assemblea di pace di pari dignita’ interconfessionale e poi ribadire ripetutamente, soprattutto agli altri cristiani, come nella enciclica Veritas Splendor che fuori dalla Chiesa di Roma non esiste salvezza ne’ verita’. Non c’e da meravigliarsi che il patriarca russo-ortodosso non abbia mai voluto Wojtyla sul suolo russo. Le encicliche Woityliane come Veritatis Splendor e Fides et Ratio hanno trovato entusiastica accoglienza solo tra i cattolici integralisti, suscitando invece critica aspra e disistima da parte dei laici e un silenzioso riguardo da parte dei cristiani piu’ modernizzati; queste reazioni possono aver inorgoglito i Combattenti di Cristo governati da spirito settario ma hanno costituito una sconfitta mortificante per gli scopi ecumenici, laddove cattolicita’ doveva significare riunificazione di tutti gli uomini della terra nella dottrina di Cristo e sotto la guida di Santa Romana Chiesa.

Wojtyla boicotta l’ Unicef

Karol Wojtyla e’ stato responsabile della diffusione dell’AIDS in Africa, dove la pubblicizzazione e l’uso dei preservativi, ostinatamente condannati dalla chiesa cattolica, avrebbero potuto salvare dalla malattia milioni di persone, fra cui tantissimi bambini. Il boicottaggio cattolico contro l’UNICEF ha inoltre ostacolato una seria politica di controllo delle nascite in un continente disastrato anche a causa della sovrappopolazione. Chissa’ se Wojtyla sapeva che negli accampamenti dei papa-boys durante le manifestazioni giubilari sono state trovate molte confezioni di preservativi consumate.  A sconfessare, con l azione, l adesione dottrinale alle parole della loro guida suprema sono state proprio le ragazze cattoliche.

Cloenda

In definitiva, che si celebri pure la memoria di Giovanni Paolo II, lo merita in quanto uomo e in quanto papa, grande soprattutto per la mediocritŕa’ di chi gli stava intorno, nei templi come nei gabinetti governativi di tutto il mondo, ma sappia il lettore italiano che il giudizio sul pontificato di questo papa non e’ unanime e non per pregiudizi anti-cristiani o per complotti anticattolici come qualche malato di vittimismo ha farneticato quando il parlamento europeo ha ricusato l’on. Buttiglione  o ha rifiutato di inserire il preambolo delle radici cristiane nella Costituzione Europea.
L’ Europa che guarda il futuro vuole semplicemente abbandonare ogni richiamo a passati imbarazzanti, quelli descritti da K.H. Deschner nella  Storia Criminale del Cristianesimo letto all estero ma non in Italia dove la verita’ sembra interessare proprio a pochi.  Senz altro papa Wojtyla ha fatto parlare di sé e si e’ conquistato un posto nella storia guidando per oltre 25 anni un miliardo di cristiani ma non potra’ essere definito un  grande , e le prime testimonianze non italiane e non cattoliche lo stanno confermando, dato che di questo titolo si puo’ fregiare solo chi ha contribuito a migliorare in qualunque maniera la condizione degli uomini, di tutti gli uomini del genere umano e non soprattutto quelli appartenenti alla Chiesa di Roma. Woytila e’ un capo di stato e  non bisogna mai dimenticarlo. L’apparizione sul balcone presidenziale del pontefice al fianco del dittatore chileno non bisogna dimenticarla per onorare quella parte della chiesa che in quei giorni fece sentire il suo sdegno ma soprattutto per onorare la MEMORIA.


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