Posted by: tonuzzu | 07/07/2009

Bambini che diventano adulti

(di Linda Scardina)

I bambini quando nascono sono così come dovrebbero essere. Sono liberi, hanno solo bisogni primari e la natura dice loro cosa fare. Quando li guardiamo ci sembrano frutto di un miracolo perché rappres entano tutto ciò che di buono noi calpestiamo mentre viviamo. La nostra azione educativa spesso non fa altro che bloccare la loro spontaneità, il loro bisogno di esprimersi liberamente, di usare i loro sensi, il loro corpo, di esplorare, di sentire le cose nel loro modo e con i loro tempi. I cuccioli in natura forse sono più fortunati di noi in questo, hanno spazi sconfinati, possono rotolarsi nella terra ed imparare ad ascoltare la natura con quella ingenuità che permette loro di capirla fino in fondo. Fin da quando sono piccoli i nostri bambini invece sono costretti in vestiti scomodi che somigliano a quelli dei grandi, bevono latte artificiale, stanno sempre chiusi in casa e mettono la colonia (che copre il loro profumo buonissimo). Man mano che crescono si è sempre ossessionati da una specie di tabella di marcia: ancora non cammina? Ancora non parla? Ancora non mangia da solo? Ancora non ha levato il pannolino? Domande lecite, d’altronde si tratta di cose che devono imparare a fare, ma è il modo in cui vengono fatte quelle domande che fa capire come i loro ritmi non sono rispettati. Si cerca sempre di farli crescere il più in fretta possibile, e questo purtroppo continua anche quando sono un po’ più grandi. Insomma è come se non li si apprezzasse per quello che sono in quel momento (un miracolo della natura) ma per quello che diventeranno secondo i nostri canoni, le nostre aspettative. Ma questo modo di non apprezzare le cose, le persone e i momenti è tipico della società degli adulti, che non riescono a godere del momento presente perché pensano sempre al futuro.

I bambini non sono così. Loro non conoscono il futuro, non sanno che esiste un futuro. Loro vivono nel presente, quello che noi non sappiamo più fare. Molti bambini non vengono osservati, ascoltati, coccolati, curati per come hanno bisogno, perché diventano un peso. Sì, i genitori li amano, ma non hanno tempo e pazienza per entrare nel loro mondo, è più facile pretendere che siano loro ad entrare nel nostro. E quindi pian piano essi perdono quella ingenuità, spontaneità e magia che li rende così speciali, per diventare come noi, costretti negli schemi e perennemente insoddisfatti. Spesso non possono sporcarsi, non possono toccare ciò che li interessa, non possono rimanere a giocare se non è l’ora adatta, non possono correre e sudare all’aperto, quando imparano a parlare imparano a dire le bugie perché siamo noi che li rimproveriamo quando dicono la verità.

Ci sono bambini che stanno sempre in casa, gridano di continuo e i genitori li sgridano perché loro gridano. Alcuni genitori pretendono che i figli siano diversi da loro, ma i bambini imparano per imitazione, se tu gridi e sei nervoso anche loro grideranno e saranno nervosi. Ci sono bambini vestiti con roba firmata che vanno al parco così, con la camicia stirata di almeno 100 euro. Mi sembrano sullo stesso piano della nuova auto del papà. Ci sono bambini che vengono posteggiati a scuola e le mamme soffrono in estate, quanto soffrono! Sono le mamme dei bambini che crescono davanti la play station o la tv o internet o per strada. Ci sono invece bambini che hanno un’agenda con tutti gli appuntamenti tipo corso d’inglese, piscina, teatro, equitazione, tennis, hanno già i ritmi di un manager di una grande azienda con un grande fatturato. Ci sono bambini che devono andare bene a scuola, devono prendere voti alti, già a 10 anni sanno in quale facoltà si iscriveranno. Questi bambini perdono la capacità di ascoltare ciò che hanno attorno, da piccoli sapevano stupirsi per un semplice rumore, per un po’ di vento, per un colore nuovo, sorridevano perché ti vedevano sorridere, provavano gioia nel correre, erano sinceri, sempre, si calmavano per un semplice abbraccio della mamma, un uccello in volo avrebbe potuto tenerli lì ad osservare per tanto tempo, senza pensare che ci fosse qualcosa di più importante da fare, ascoltavano la musica senza stancarsi, si fermavano ad osservare mentre noi li tiravamo perché avevamo fretta. Erano buoni, tutti. Anche quelli che sembravano pesti, lo erano diventati perché condizionati, o forse non lo erano veramente, solo che noi volevamo per forza costringerli in quegli schemi. Forse non esistono in natura animali cattivi o insoddisfatti o stupidi. Forse l’uomo è l’unico animale che è veramente riuscito a tirare il peggio dalla sua azione educativa. Forse è il prezzo da pagare per essere la specie più “intelligente” e “vincente” del pianeta. Forse però ci siamo persi qualcosa per strada. O forse sono io che ancora devo capire. Io però preferisco i bambini agli adulti. Ci deve pur essere un motivo.


Responses

  1. Cat Stevens da Father and Son “…from the moment I could talk I was ordered to listen”.
    Così gli adulti sprecano una grande opportunità per ristabilire il contatto con la propria umanità originale, di cui i bambini sono portatori alla nascita, pesantemente mortificata in secoli di cosiddetti civilizzazione e progresso.

  2. Cara Linda
    Appoggio pienamente quello che dici e sostengo che l’unico modo per vivere bene è quello di ritornare bambini, sapendo naturalmente essere adulti quando la situazione lo richiede.
    Si può e si deve imparare a vivere nel presente anche se oggi giorno sembra impossibile ma come disse non so chi:”ciò che rende possibile l’impossibile è l’esercizio!”
    Invece di piangerci addosso esercitiamoci in quest’arte millenaria!
    W. Churchill:
    “Un pessimista vede la difficoltà in ogni opportunità, un ottimista vede l’opportunità in ogni difficoltà”
    Ciao e un abbraccio!

  3. mi piace la frase scritta da “non so chi” anzi ora me la scrivo…. mentre a Sir Winston Churchill dico che se lo prendesse nel culo, se lo prendesse nel culo il piu’ grande estimatore del duce…grande arringhe quelle di churchill specialmente per spezzare le gambe al movimento pacifista….i pessimisti erano i pacifisti gli ottimisti erano i guerrafondai….ntoculu Sir!!!!


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