Posted by: tonuzzu | 13/06/2009

A lezione di storia: Salvate il soldato Ivan!

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«I veri popoli barbari non sono quelli che non hanno mai conosciuto la grandezza, ma quelli che, avendola conosciuta in passato, non sono più in grado di riconoscerla» (M. Proust)

Sulla spiagge di Normandia da 60 anni un teatrino

Nel giugno del 2004 George W. Bush utilizzava l’ anniversario dello sbarco in Normandia per vendere in Europa la sua “crociata contro il terrorismo“. Le cose sono cambiate essenzialmente poco da allora. Oltre al discorso generale molto piu’ light e sofisticato, in politica estera Obama segue la linea dei suoi predecessori ed essenzialmente mantiene intatto il discorso e la pratica imperial-militare di Bush. Il suo discorso del Cairo ha mantenuto intatta la posizione tradizionale degli Stati Uniti in Terra Santa. Gli Stati Uniti non si sono tolti il vestito di mediatori benintenzionati.
L’ unica chiamata di cessate il fuoco si dirige ai palestinesi, i quali hanno ucciso 13 dei 1413 morti registrati nella ultima crisi di Gaza perpretata con armi made in U.S.A. Questo centrismo tra vittime e carnefici, che noi in Italia conosciamo bene lo hanno praticato indistintamente D’ Alema e Fini, e’ perfettamente compatibile con la condanna degli insediamenti israeliani nel West Bank. La stessa identica cosa faceva Clinton. La vecchia affermazione che l’ altruismo muove l azione degli Stati Uniti nel mondo e’ diventata ormai classica, nessun attento analista cade nel tranello. L’ essenza del discorso di Obama e’ la seguente: “Ci fondiamo nell’ ideale che tutti nasciamo uguali, abbiamo disperso sangue per secoli per riempire di senso le nostre parole, nelle nostre frontiere ed in tutto il mondo”. Niente di nuovo sul fronte occidentale…Sono sicuro che il vecchio segretario di Stato Henry Kissinger se la sta ridendo, sono sicuro che riderebbe anche il Principe di Salina e pronuncerebbe il famoso “Cambiar tutto affinche’ non cambi niente“. La visita europea, iniziata qualche giorno fa, non apporta’ nessuna verita’ storica sullo sbarco in Normandia. Obama utilizza la memoria del soldato Ryan come lo fece Bush, per promuovere un fronte compatto euro-americano contro il resto del mondo. Il programma americano in politica estera e’ inerziale e disgraziatamente il nuovo presidente non fa ammenda. La Nato avanza in questa direzione. Il suo progetto di trasformarsi nel blocco militare del nord e’ piu’ che mai vivo. Intorno alle frontiere di Iran e Afghanistan e’ attualmente schierata la piu’ grande potenza di fuoco che la storia abbia mai conosciuto, ogni giorno guardo il mio laptop e spero che il causus belli non si sia dato. A memoria d’ uomo non ci sono mai state tante potenze schierate ai confini di un solo stato.
La risposta militare sara’ la nostra risposta ai problemi relazionati con la sovrapopolazione, la proliferazione del nucleare, i diritti umani, l’ esaurimento dei combustibili fossili e la diminuzione delle rese agricole. In Normandia lo scenario di cui ha parlato Obama non e’ diverso da quello del suo predecessore. Che mondo vogliamo il solidale-sostenibile o il caotico militarista? Una Europa sociale, capace di apprendere dai suoi errori e sensibile a come gli altri vedono il futuro del mondo, o la solita Europa inventrice del disastro industriale, del impero moderno?

I numeri e la strategia


Voglio parlare dei dati basici della Seconda Guerra Mondiale, dati che il “continuismo” di Obama vuole ignorare. Quanto piu’ siamo ignoranti del nostro passato, piu’ incoscienti siamo del nostro presente e disarmati difronte al futuro. Molti credono che John Wayne ed il soldato Ryan hanno salvato l’ Europa dal fascismo, questo abbiamo imparato nei sussidiari di quinta elementare i giugni passati prima degli esamini di stato. Abbiamo imparato che Angloamerica ha salvato il vecchio continente quasi in solitaria. Abbiamo imparato che lo sbarco in Normandia fu la grande azione decisiva. NON E’ ANDATA COSI’.
Ne il corso della guerra, ne la sconfitta del fascismo, si decisero li’. I principali eroi non furono ne John Wayne ne il soldato Ryan, bensi’ gente con cognome slavo morta in un paese che non esiste piu’. Gli scenari realmente decisivi
furono Mosca, Leningrado (Pietroburgo), Stalingrado (Volgogrado), e Kursk.
Nel fronte del Est il Reich perse 10 milioni di soldati ed ufficiali, 48.000 feriti e dispersi, 50.000 blindati e veicoli d’ assalto, 167.000 sistemi di artiglieria. 607 divisioni furono distrutte. Tutto questo rappresenta quasi l’ 80% delle perdite tedesche nella Seconda Guerra Mondiale. La differenza in scala militare e’ sconvolgente. Nelle spiagge della Normandia si registrarono 10.000 morti alleati (4.300 britannici) i restanti 6.000 erano statunitensi, canadesi, australiani e neozelandesi. Nelle grandi battaglie del Est, i morti si contavano a centinaia di migliaia. Alla battaglia di Mosca parteciparono 3 milioni di soldati, 2000 carri armati. La URSS utilizzo’ in quella citta’ i 3/4 del suo esercito, la Germania 1/3. A el Alemein (altra battaglia celebratissima) i tedeschi utilizzarono solamente 50.000 soldati. La geopolitica di Hitler non prevedeva una capacita’ di resistenza tanto elevata dei sovietici, nella sua scala razzista gli slavi erano veramente in basso. Un abitante su 4 mori’ in Bielorussia, 1 su tre a Leningrado, Pskov e Smolensk. Lo sforzo angloamericano nel continente inizio’ nel 1943, quando l’ Unione Sovietica aveva fermato i tedeschi. Dal 1941 Stalin chiedeva agli alleati l’ apertura di un secondo fronte in Europa, la risposta di aiuti si fece lungamente attendere per due lunghi anni.
L’ inverno del 1941, con i tedeschi alle porte di Mosca, fu critico. Quel anno la URSS perse 9 milioni di soldati. (2/3 dei 27 milioni di morti sovietici erano civili). I documenti segreti degli archivi sovietici sono pieni di dichiarazioni di alleati occidentali che manifestano l’ innecessaria urgenza di aprire un altro fronte in Europa. Io il gioco strategico angloamericano lo capisco perfettamente, l’ ho imparato giocando a Risiko da bambino : “perche’ non aspettare che le due fiere si divorino e poi entrare in azione?”
Visto con occhi sovietici , gli angloamericani sbarcarono nei luoghi piu’ distanti dal conflitto. Sbarcano in Africa (novembre 1942), poi in Sicilia (luglio 43 senza sparare praticamente un colpo fino alla Campania), sbarcano in centro Italia nel settembre del 43 e nel gennaio del 44 e finalmente un anno prima della fine della guerra in Normandia. Le “democrazie” dovevano fare in fretta, i russi sarebbero arrivati a prendere Parigi prima di loro.

Le vere alleanze


Fin dalle sue origini l’ alleanza sovietico-occidentale non era stata delle migliori. I motivi erano molti e diversi. Ne la Gran Bretagna, ne Gli Stati Uniti si erano indignati quando i sovietici si allearono con i nazisti nel 39. Che fine aveva fatto il loro furore democratico e liberale? Perche’  quasi non si parla del nefasto patto tra Hitler e Mussolini nella stampa americana? Perche’ gli americani almeno fino allo scoppio della guerra avevano mantenuto un idillio con Hitler e Mussolini? Perche’ non ricordare che  gli Stati Uniti avevano appoggiato il dittatore italiano nel 1922? Questa strategia oggi si capisce, scongiurava il pericolo bolscevico nella penisola. Gli investimenti americani in Italia e Germania non diminiranno fino allo scoppio della guerra. Lord Halifax ministro degli esteri britannico una volta disse: “Hitler ha reso un grande servizio non solo alla germania, ma a tutta l’ Europa occidentale, impedendo l’ avanzata del comunismo, per questa ragione e’ legittimo vedere nella germania il muro di contenimento occidentale”. Londra, Berlino, Roma, Parigi e Washington parlavano la stessa lingua. Halifax era disposto a concedere alla Germania tutto quello che chiedeva: Danzig, Austria, Checoslovaquia.
Utilizzando lo stesso parametro geopolitico si puo’ capire anche la disfatta della Repubblica Spagnola. Perche’ gli inglesi e gli americani permisero che Italia e Germania aiutassero il generale Franco? La mia personale idea e’ che il sogno hitleriano era assumibile, fino alla invasione della Polonia siamo andati a braccetto con la bestia nazi.
Nessuna delle democrazie occidentali era disposta a scandalizzarsi. Il generale Badoglio  invadeva l’ Etiopia utilizzando gas terribili contro una popolazione che lanciava pietre e lance, I giapponesi s’ impossessavano di una parte della Cina grande come la Francia, praticando una guerra chimica e batteriologica anche sui civili. In fondo come poteva Londra condannare i giapponesi e gli italiani? poteva condannare se stessa per quello che stava facendo in egitto ed in India?
Dietro le democrazie europee c’ erano i loro imperi e negli imperi regna lo stesso tipo di autoritarismo (razzista) che si associa con i fascismi. SONO LA STESSA COSA.
Prima della guerra la politica estera britannica e nord americana erano state profascista e pronazi, tutto termino’ quando quel parente, quel alleato naturale si dirigeva contro i loro interessi non contro le loro idee. Quando Hitler minaccio’ gli interessi dell’ Impero britannico la guerra inizio’.
Oggi sappiamo,grazie ad un testo poco conosciuto di Hitler dove il Furher ammette i suoi errori strategici,  che se avesse attaccato la URSS prima della Polonia sarebbe stato applaudito dalle democrazie occidentali. Hitler vedeva la guerra contro gli Usa una tragedia, non la immaginava possibile, li considerava alleati spirituali!

Chi e’ il soldato Ivan?

Capite bene che celebrare lo sbarco in Normandia, significa celebrare il nostro vassallaggio. Noi tutti francesi, italiani, belgi, olandesi, celebrando il soldato Ryan celebriamo il militarismo americano, la menzogna storica piu bieca. Obama parla oggi in Normandia di morale, di liberta’, di principi e riceve il plauso dei dirigenti della vecchia europa.
Per Dio presidente hai studiato nella migliore Universita’ del pianeta, e’ il momento di ricordare chi e’ il piu’ grande rappresentante delle tendenze marziali e nefaste nel mondo, tu lo sai che cosa e’ veramente successo 60 anni fa. Se io so queste cose e’ perche’ gli accademici del tuo paese ne scrivono e ne stanno scrivendo. Per Dio presidente non e’ il soldato Ryan che grida giustizia, ci ha pensato Spielberg ha mettergli gli allori in testa, sta gridando giustizia un altro soldato; e’ il soldato che io chiamo “il soldato Ivan”, l’ anonimo soldato Ivan.
Chi e’ il soldato Ivan? Ivan e’ un nome collettivo, Ivan e’ un coro tragico, e’ una guerriglia entrata nei boschi di betulle primarie della Bielorussia sessanta anni fa scatenado una potente offensiva, contro la retroguardia della Wehrmacht. Tra il coro cantavano ebrei e fuggitivi dei campi di concentramento. Fu il “soldato Ivan” a piazzare 40.000 cariche esplosive ed a devastare le ferrovie che univano la germania con la prussia orientale e la polonia. Il “soldato Ivan” parlava 40 lingue, una babele di urli di battaglia che lanciava missili katyusha. Lo storico John erikson definisce il “soldato Ivan” una vera forza della natura. Quale europeo ha mai sentito parlare del operazione Bragation? Tutti conosciamo l’ operazione Overlord (l’ invasione della Normandia). Ebbene e’ tempo che Obama smetta di celebrare l’ operazione Overlord perche’ mentre Ryan faceva un picnic nelle spiagge di Normandia Ivan combatteva contro i panzer tedeschi e apriva la strada verso Berlino.
Questo articolo non disprezza nessun morto, non vuole fare la gerarchia del dolore, non ci sono hitparade nel dolore. Onore ai morti  nel deserto nordafricano e nei freddi boschi bretoni intorno a Bastogne. Qui voglio dire solo una cosa, l 80% dei soldati tedeschi non sono seppelliti nei campi francesi ma nella steppa russa. Nella lotta contro il nazismo sono morti circa 40 Ivan per ogni soldato Ryan. Ivan e’ il meccanico di Barcellona, l’ attore di Trieste, il negoziante armeno, il minatore di Sebastopoli, la ballerina di Leningrado, il calzolaio giudeo del ghetto di Varsavia, il contadino mongolo. Ivan non sta nelle celebrazioni e nelle mitificazioni di oggi. Ivan non e’ la meglio gioventu’ del ventesimo secolo. Ivan sta concimando i campi russi, e’ gia’ in circolo nei nostri alimenti, nel nostro grano. Niente parate per Ivan, niente lapidi commemorative, trombe e bandiere. Ivan e’ il nostro humus.
E’ una cosa indegna non conoscere la mole di forze messe in campo, e’ indegno credere che l’ armata rossa fosse una orda di barbari spinti da selvaggi desideri di vendetta e da un primitivo nazionalismo russo.

Solo Joe dal New Jersey, Tommy dal Minnesota e Ryan  dalla Caloroline lottarono realmente  per gli ideali civilizzati di liberta’ e democrazia?  Ma nemmeno per sogno. Vaffanculo ad ogni versione ufficiale della storia, vaffanculo dal piu’ profondo delle spirali mio DNA.  L’ armata rossa nel 44 non aveva subito la terribile epurazione che Stalin attuera’. I generali erano ebrei, armeni, mongoli, polacchi, georgiani, siberiani. A differenza delle forze statunitensi  e britanniche, marcate dalla divisione di classe e raziale, la catena di comando dell’ armata rossa era aperta. Se c’ e’ qualcuno che dubita del impeto e del senso di umanita’ del esercito sovietico dovrebbe consultare le straordinarie memorie di Primo Levi (la tregua) e di K.S.K Karol (Between Two Worlds). Entrambi odiavano lo stalinismo, ma amavano il “soldato Ivan”.

Ricordare il soldato Ivan fara’ piacere soprattutto al soldato Ryan. Sono sicuro che Ryan desidera ricordare Ivan.
Il soldato Ivan che porto’ il suo carroarmato oltre le porte di Auschwitz ( l immagine del soldato americano che salva il piccolo Giosue’ nel film La vita e’ bella di Roberto Benigni e’ uno scandalo storico), il soldato Ivan che lotto’ e mori’ solo dopo che il bunker di Hitler fu distrutto.

Ryan ed Ivan due nomi. E’ uno scandalo festeggiare il primo senza ricordare il secondo. Mr Obama, Monsieur Tonino ti osserva, sa che non esiste piu’ bianco di un negro che parla come un bianco.

SaLaM.



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