Posted by: tonuzzu | 17/05/2009

Io ed i miei genitali (ambiental)isti

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Non voglio suonare ingenuo, bucolico, romantico, o generalmente ecologista, oggi faccio l’ ecofondamentarlista anzi no, faccio il naturista.Mi vedo spesso nudo allo specchio, mi guardo i genitali, ho un attimo di pudore e pretendo che quello nello specchio sia qualcun altro, un altro da me. Ho una fuorviante percezione, mi dura pochi attimi per fortuna. Ma perche’ parlo dei miei genitali e non della mia natura? (un tempo i genitali li chiamavano la natura ed i latini quando dovevano andare al bagno sovente dicevano Natura premit).

CULI_NUDIParlo di genitali  pretestuosamente  per dire che le parole sono gia’ un equivoco, il sintomo di una visione sbagliata. Molta genta usa la parola “ambiente” in sostituzione di “natura”.  Ma nell’ idea di ambiente ci siamo noi, che siamo fondamentalmente alcuni aspetti selezionati della percezione di noi stessi come individui, come specie, come popolo o gruppo sociale, come costrutto culturale, urbano, tecnologico. Poi c’ e’ tutto il resto, che ci sta intorno. In questo insieme vivente dovremmo includere anche noi stessi e la nostra natura all’interno di noi stessi. Se questa inclusione avvenisse sarebbe troppo, troppo di fisico e troppa realta’ si riverserebbe dentro questo “noi stessi”. Troppo perche’ possiamo riuscirla a contenerlo come idea. Noi, esseri occidentali e moderni, invece, dobbiamo tenerci stretta la nostra identita’ di idee – che altro non siamo – pena la caduta in una contraddizione fondamentale e definitiva, pena il crollo di quanto di “ordine” logico siamo riusciti a dare al mondo secondo la nostra visione/volonta’, i nostri presupposti ed assunti teorici. Pena la caduta nel caos – o forse in un ordine che non sappiamo vedere in quanto non creato da noi e che non vogliamo vedere in quanto piu’ grande e piu’ potente di noi. Non piu un ordine da creare o da imporre dunque, ma un ordine da accettare e da capire. Qualcosa di molto temibile per il nostro sogno di liberta’.

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Vittime nel passato di illusioni e di fantasmi, abbiamo conquistato questa liberta’ moderna con la lucidita’ delle idee, ricreando il mondo con queste idee, ricreando noi stessi. Come idee. Per questo dobbiamo continuare a definire, a separare: “noi siamo qui [dove?] e li’ [intorno] c’e’ l’ambiente. Poi si puo’ discutere di tutto, ma purche’ si parta da questa base. Per questo, nonostante la Modernita’ (ci) stia volgendo alla fine, ancora non troviamo il modo di andare oltre. Anche con le migliori intenzioni. Finche’ non vogliamo riconoscere la realta’ complessiva della Natura, finche’ non ci guardiamo i genitali con serenita’, finche’ sappiamo vedere solo, intorno a noi, l’”ambiente”, anche noi che vogliamo difenderlo, infatti, rischiamo di essere degli (ambiental)isti.


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