Posted by: tonuzzu | 12/05/2009

LIKE A MAN ON EARTH

disperazioneCome un uomo sulla terra e’ un breve film di 63 minuti presentato in anteprima al Milano Film Festival il 16 settembre 2008 sulla voce diretta dei migranti africani sulle brutali modalita’ con cui la Libia del rais Gheddafi controlla i flussi migratori, su richiesta e grazie ai finanziamenti di un Italia che fa la parte del lupo cattivo o di una Europa sempre pronta ad essere folgorata sulla via di Damasco, una Europa che gioca a fare l’ ignara.

Sinopsis: Dag studiava Giurisprudenza ad Addis Abeba, in Etiopia. A causa della forte repressione politica nel suo paese ha deciso di emigrare. Nell’inverno 2005 ha attraversato via terra il deserto tra Sudan e Libia. In Libia, però, si è imbattuto in una serie di disavventure legate non solo alle violenze dei contrabbandieri che gestiscono il viaggio verso il Mediterraneo, ma anche e soprattutto alle sopraffazioni e alle violenze subite dalla polizia libica, responsabile di indiscriminati arresti e disumane deportazioni. Sopravvissuto alla trappola Libica, Dag è riuscito ad arrivare via mare in Italia, a Roma, dove ha iniziato a frequentare la scuola di italiano Asinitas Onlus punto di incontro di molti immigrati africani coordinato da Marco Carsetti e da altri operatori e volontari. Qui ha imparato non solo l’italiano ma anche il linguaggio del video-documentario. Così ha deciso di raccogliere le memorie di suoi coetanei sul terribile viaggio attraverso la Libia, e di provare a rompere l’incomprensibile silenzio su quanto sta succedendo nel paese del Colonnello Gheddafi.

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Per informarsi e per informare in rete: fortess europe

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Libri per approfondire ed empatire:

Mamadou va a morire, Gabriele Del Grande. Le vittime dell’immigrazione clandestina, l’invasione che non c’è e i nuovi gendarmi di un cimitero chiamato Mediterraneo. Raccontati da un giornalista che ha seguito per tre mesi le rotte dei giovani harragas lungo tutto il Mediterraneo, dalla Turchia al Maghreb e fino al Senegal, nello sforzo di custodire i nomi e la memoria di una generazione vittima di una mappa. Il suo è anche un grido d’allarme su una tragedia negata, che chiama in causa l’Europa, i governi africani e le società civili delle due sponde del Mare di Mezzo.

Solo Andata, di Erri de Luca. Il drammatico viaggio di un gruppo di emigranti verso i “porti del nord”. Un poema scabro e tragico. La scommessa della parola poetica di fronte a una materia (umana, civile, sociale) quasi “intrattabile” ma che qui diventa disegno delle sorti del mondo. Erri De Luca obbedisce all’urgenza lirico-tragica ampiamente presente nella sua scrittura e disegna un paesaggio sociale e umano profondamente interiorizzato

Lager Italiani, di Marco Rovelli. “Storie di uomini e donne presi a calci e pugni, in molti contro uno, storie di vigliaccherie nostre autorizzate e commesse di nascosto, contro ogni legge prima che contro ogni umanità. Ecco qui un fascio di racconti e di nomi che non si fanno cancellare. Si imprimono nella fragile superficie delle pagine e da lì sprofondano in chi ha cuore di leggerle. Mai contare gli esseri umani, mai ridurli a mucchio, sommatoria: sono singole vite, uniche e strapiene di ragioni per affrontare lo sbaraglio di deserti e mari, naufragi e schedature, impronte digitali e pestaggi.” (dalla premessa di Erri De Luca)

Un’eternità a Tangeri, fumetto a colori, di Faustin Titi e Eyoum Nganguè. Gawa, un ragazzo africano di Gnasville (luogo immaginario e rappresentativo di tutte le città africane), arriva a Tangeri, in Marocco, dopo un lungo viaggio pieno di peripezie, compiuto a piedi, a cavallo e in macchina attraverso i tanti paesi, sfidando il deserto e i controlli della polizia. Racconta dei trafficanti senza scrupoli che aiutano gli emigranti a passare la frontiera, delle condizioni di vita a Tangeri, in balia dei mafiosi che obbligano le ragazze a prostituirsi e si accaparrano i soldi che gli emigranti ricevono dalle famiglie rimaste nell’Africa sub-sahariana.

L’orda. Quando gli albanesi eravamo noi, di Gian Antonio Stella. Ricca di fatti, personaggi, aneddoti, documenti, storie ignote o sconvolgenti, compare l’altra faccia della grande emigrazione italiana. Quella che abbiamo rimosso per ricordare solo gli “zii d’America” arricchiti e vincenti. Una scelta fatta per raccontare a noi stessi, in questi anni di confronto con le “orde” di immigrati in Italia e di montante xenofobia, che quando eravamo noi gli immigrati degli altri, eravamo “diversi”. Eravamo più amati. Eravamo “migliori”. Non è esattamente così.

Dossier statistimo sull’immigrazione 2007, Caritas Migrantes. Oltre 100 i redattori per 512 pagine di analisi e tabelle statistiche che si aprono con una introduzione di Caritas e Migrantes sull’importanza dell’incontro tra le culture. Le cinque parti sono così articolate: il contesto internazionale ed europeo; gli stranieri soggiornanti in Italia; l’inserimento socio-culturale; il mondo del lavoro; i contesti regionali. Precede una scheda riepilogativa e conclude un inserto speciale dedicato ai rifugiati.



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