Posted by: tonuzzu | 04/04/2009

Quale e’ la parolaccia di Cambronne?

pierre_cambronne

Esiste un fatto d’ armi che arrovella gli storiografi della eta’ moderna. Ed e’ la mirabolante vicende del Generale del armata Napoleonica Pierre Jacques Étienne visconte di Cambronne nei sanguinosi e mitici giorni della battaglia di Waterlo. Una testimonianza a favore della audacia del generale è data da un reduce francese del conflitto, Antoine Deleau, che all’epoca dei fatti aveva 25 anni e militava nel 2° Reggimento Cacciatori Appiedati comandato dallo stesso Cambronne. Il soldato affermò di avere assistito all’evento poiché in quel frangente era a non più di due metri dal generale Cambronne.

Vi racconto l’ evento:

I generali inglesi intimarono la resa a un manipolo di francesi  al grido «Granatieri, arrendetevi!» e Cambronne, con i suoi disposti in quadrato, rispose «La guardia muore, ma non si arrende». Gli inglesi spararono e i francesi sotto il fuoco nemico prima ruppero le righe, ma poi ricostituirono il quadrato. Allora gli inglesi dissero «Granatieri, arrendetevi, sarete trattati come i soldati più valorosi del mondo!», ma Cambronne di nuovo rispose «La guardia muore, ma non si arrende» e i francesi a quadrato aprirono il fuoco. Allora furono tutti i soldati inglesi, non solo i generali, a implorare «Granatieri, arrendetevi, arrendetevi!». A quel punto Cambronne, spazientito, gridò la celebre parolaccia.  Gli inglesi riaprirono il fuoco, massacrarono i francesi e colpirono Deleau, che svenne. Anche Victor Hugo scrive di questo avvenimento in un capitolo dei “Les Miserables”.

Leggete cosa scrive e’ semplicemente magnifico: « Dire queste parole, e poi morire. Cosa c’è di più grande? Poiché voler morire è morire e non fu colpa sua se quell’uomo, mitragliato, sopravvisse. Colui che ha vinto la battaglia di Waterloo non è Napoleone sconfitto, non è Wellington, che alle quattro ripiega e alle cinque si dispera, non è Blücher che non ha proprio combattuto; colui che ha vinto la battaglia di Waterloo è Cambronne. Poiché fulminare con una tale parola il nemico che vi annienta, vuol dire vincere. Dare questa risposta alla catastrofe, dire questo al destino, dare questa base al futuro leone, gettar questa ultima battuta in faccia alla pioggia della notte, al muro traditore d’Hougomont, alla strada incassata d’Ohain, al ritardo di Grouchy e all’arrivo di Blücher. Portare l’ironia nel sepolcro, fare in modo di restar levato sulle punte dopo che si sarà caduti, annegare in due sillabe la coalizione europea, offrire ai re le già note latrine dei cesari, fare dell’ultima delle parole la prima, mescolandovi lo splendore della Francia, chiudere insolentemente Waterloo col martedì grasso, completare Leonida con Rabelais, riassumere questa vittoria in una parola impossibile da ripetere, perdere il campo e conquistare la leggenda, aver dalla sua, dopo quel macello, la maggioranza, è una cosa che raggiunge la grandezza di Eschilo. La parola di Cambronne fa l’effetto d’una frattura: la frattura di un petto per lo sdegno, l’irruzione dell’agonia che esplode! »

Volete sapere quale sia la parolaccia curiosoni! La parolaccia e’ magnifica, e se sapientemente utilizzata fa crescere fiori variopinti e succose arance. La parola e’ “Merde”. Esatto Mierda, Mmmerda, Shit.


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