Posted by: tonuzzu | 03/04/2009

Scenari

I nuovi perdenti della globalizzazione non hanno più nemmeno un sovrano certo e un territorio definito per muovere la loro protesta.  Non ci sono sovrani certi, il potere e’ altrove, non basta seguire i grandi della terra riuniti a Buckingham Palace davanti ad una decrepita sovrana e poi a cena a Downing Street. Il potere non e’ a palazzo, il potere non e’ nelle corti e neppure nei Parlamenti. Non esiste piu’ un  establishment, cioè un gruppo dirigente testimone di regole che valgono per tutti e dunque parlano a tutti, esercitando pubblicamente il privilegio di avere responsabilità. Il potere e’ altrove. La discussione pubblica e politica presto si concentrera’, lo sta gia’ facendo, sul uso della violenza. Si dira’ che gli atti violenti sono inaccettabili da qualunque motivazione siano sorretti. Pochi saranno in grado di vedere la violenza che c’e’ in una crisi che brucia lavoro, valore, progetti di vita, sogni incompiuti. La violenza sara’ fatalmente solo di  noi sommersi, di noi ex cittadini, di noi che abbiamo perso il lavoro,di noi che lo stiamo perdendo o non lo riescono a trovare nemmeno per la prima volta. Per venti anni hanno eufemizzato il lavoro, lo hanno chiamato con parole che non vogliono dire niente, “saperi”, “competenze”, “professionalità”. Il capitalismo aveva addirittura creduto di poter rompere il nesso che per tutto il secolo scorso lo aveva legato al lavoro, liberandosene per proseguire da solo. Il capitale senza il lavoro è così diventato uno dei motori di questa crisi, perché ha ridotto la complessità della globalizzazione ad una sola dimensione, quella economica. Le democrazie rappresentative senza il collante del lavoro possono saltare e salteranno. Non abbiamo capacita’ di risposta. Quanta nuova poverta’ possiamo  sopportare in casa nostra  dopo aver guardato alla televisione per decenni la povertà atavica degli altri? Molto poca, pochissima. C’è stata negli ultimi anni una colossale redistribuzione del reddito dal basso verso l’alto. Mi appoggio per questa analisi ad autori che vengono dagli Usa, dove si può trovare il peggio della finanza ma anche il meglio della ricerca e della riflessioni, superiori a quelle che si trovano in Europa per non parlare dell’Italia, che in questo monmento è un vero e proprio deserto. Siamo di fronte a un problema di redistribuzione di potere. Bisogna vedere se è possibile ridurre il potere assoluto di cui dirigenti, corporation, banche, finanza globale hanno goduto negli ultimi venti anni, rispetto a politiche che cercano solo di mettere delle pezze qui e là, aspettando solo la prossima caduta del tetto, che potrebbe esere ancora peggio di quello che abbiamo sperimentato.

Storicamente, io posso dirvi solo che cosa e’ accaduto in passato e gli scenari sono due:

1) La gravità del momento storico puo’ far nascere una personalità o soggetto politico che sia capace di proporre a breve termine – questo è il problema, il breve termine – qualche tipo di soluzione per far sì che la distribuzione della ricchezza dal basso verso l’alto sia in modo di fermarsi. O che riesca addirittura a invertire questo meccanismo.

2) La gravita’ del momento storico fa scaturire nel popolo una insana voglia di  rivoluzione conservatrice centrata su soggetti forti e sull’ assenza dello Stato e delle sue regole.   E’ in gioco l’ uguaglianza, gli obblighi d’ inclusione, il diritto, la liberta’ politica e la sicurezza materiale.

L’ inteligenza collettiva delle reti o megli delle menti in rete, possono pero’ vanificare o mutare questi due scenari. I problemi possono essere risolti con tempi e modalita’ diverse rispetto al passato. Quando passera’ questa tempesta il mondo sara’ molto diverso da come finora lo abbiamo conosciuto.


Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

Categories

%d bloggers like this: