Posted by: tonuzzu | 28/11/2008

BOMB IT

Se metti nella mano di un bambino un pennarello, si dirigerà gaio verso un muro.
Nel paleolitico gli uomini usarono carbone ocra o ematite per dipingere, spesso diluendo i colori per produrre tonalità e creare così effetti di chiaroscuro.
Sfruttarono i contorni naturali dei muri per dare un’impressione di tridimensionalità ai soggetti. Il risultato? Un Rinascimento tra la prima e la seconda glaciazione. non esiste movimento artistico più imponente di quello.
Dopo aver visto le immagini delle grotte di Altamira Picasso diceva: “Tutto è decadenza”. La sua sensibilità fu talmente tanto stravolta che passo la vita ad ispirarsi fedelmente a quelle essenziali visioni rupestri.
L’ uomo si dirigeva verso le pareti un poco ovunque in tutto il pianeta, ma di più lo fece in quel sorprendente e rigoglioso ambiente che era il Sahara di 30.000 mila anni fa. Quel deserto oggi con le sue pitture rupestri è un vero Louvre a cielo aperto. In confronto i graffiti europei sono una minuscola pinacoteca privata di provincia.
In Italia ci si consola dicendo che se altre nazioni sono le vere superpotenze economiche e militari, noi siamo la superpotenza dell’ arte. L’ unica con oltre il 70% del patrimonio artistico dell’ umanità. Sciovinismo spicciolo, consolazione da mediocri incapaci di riconoscere la grandezza altrui, futile discorso che va bene solo quando c’ è da confrontarsi con l’ altra super potenza che gronda orgoglio estetico: La Francia.
I certificatini di qualità artistica e culturale con il logo del UNESCO ce li rilasciamo da soli. Al di là del Mediterraneo è sempre terra di nessuno. Hic sunt leones dicevano gli esploratori del diciannovesimo secolo, oggi diciamo cose molto analoghe, anzi identiche.
Un nuovo Rinascimento oggi sta per essere screditato. A NY, Parigi, Londra, San Paolo, Los Angeles, Tokio, Barcellona, Milano, Berlino, Amsterdam un esercito pacifico di writers firma, tagga, colora lo spazio pubblico. La contro pubblicità lotta una guerra impari contro i loghi delle grandi corporations, contro le leggine anti-graffiti e la polizia sguinzagliata.
L’ agorà appartiene ala società civile non alla società politica (secondo la celebre distinzione che faceva Gramsci). La democrazia Atene l’ ha costruita nello spazio tumultuoso delle sue agorà e del suo asse decumano. Senza libera agorà, non ci sarà democrazia. Se lo spazio pubblico si diluisce analogicamente allo spazio privato non ci sarà democrazia. La lotta dei writers è la nostra lotta. Bisogna permettere ai bambini muniti pennarello di dirigersi ai muri dello spazio pubblico, anche se il presunto scarabocchio non esaudisce la nostra smania di contorni nitidi e presunta pulizia.
Quindi Bomb it, bomb it, bomb it, bomb it!!
W la guerra senza armi!!!


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