Posted by: tonuzzu | 14/11/2008

Segnali inquietanti

La presidenza Obama inizierà con una nuova guerra?
Non si esprimono in quartine come Nostradamus. Non leggono il futuro in una palla di vetro o nelle viscere degli uccelli. Ma la sicurezza di linguaggio con cui vaticinano gravissimi eventi a funestare l’inizio dell’era Obama è quella dei veggenti. Una sicurezza inquietante, visto che stiamo parlando di un ex segretario di Stato, di un vicepresidente in pectore e di un presidente uscente.
Ora che i riflettori si sono spenti sul trionfo elettorale di Barack Obama, e tutti attendono il suo insediamento alla Casa Bianca il prossimo 20 gennaio, tornano alla mente recenti dichiarazioni fatte da importanti politici americani che gettano un’ombra allarmante sull’avvio di questo storico mandato presidenziale.

Colin Powell. Lo scorso 19 ottobre, l’ex capo di Stato Maggiore e ministro degli Esteri, Coiln Powell, ospite del programma televisivo ‘Meet The Press’ annunciava il suo sostegno a Obama e, parlando dei problemi che si troverebbe ad affrontare in caso di elezione, pronunciava la seguente frase sibillina: “Ci sarà una crisi intorno al 21 e 22 gennaio (subito dopo l’insediamento di Obama, ndr) di cui ancora non sappiamo nulla”. (vedi video)
Che tipo di crisi? Non lo spiega. Il conduttore non coglie e l’intervista continua come nulla fosse.


Joe Biden. Il giorno dopo, 20 ottobre, il candidato democratico alla vicepresidenza, Joe Biden, parlando a un meeting per la raccolta fondi a Seattle, rilanciava la funesta previsione con minore precisione temporale ma con maggiori dettagli. “Segnatevi le mie parole. Entro sei mesi il mondo metterà alla prova Barack come fecero con John Kennedy. Ricordatevi quello che vi sto dicendo. Avremo una crisi internazionale, una crisi provocata per testare di che pasta è fatto il ragazzo (Obama, ndr). E lui dovrà fare qualcosa di molto duro. Vi garantisco che succederà”. Cosa? Questa volta sembra chiaro: una guerra. “Dovrà decidere senza esitazioni per non ripetere gli stessi errori commessi in Somalia, in Bosnia, in Kosovo e in Iraq. Quindi dovrà prendere decisioni dure. I problemi potranno venire dal Medio Oriente (Iran, ndr), dal Subcontinente (Pakistan, ndr) o magari dalla risorgente Russia”.

George W. Bush. Un nuovo intervento militare Usa, quindi, ma molto più ‘duro’ di quelli che abbiamo visto finora. Ma scatenato da cosa? La risposta a questa domanda potrebbe stare nelle parole pronunciate dal presidente uscente George W. Bush, che in un messaggio radio alla nazione trasmesso quattro giorni dopo l’elezione di Obama, l’8 novembre, ha detto: “Questa per l’America sarà la prima transizione presidenziale in tempo di guerra degli ultimi quarant’anni. Stiamo combattendo contro violenti estremisti che sono decisi ad attaccarci e che non desiderano altro che sfruttare questo periodo di cambiamento per colpire il popolo americano”. Insomma, un nuovo 11 Settembre.
Indovini in doppiopetto? Uccelli del malaugurio? O – ipotesi più angosciante di tutte – persone che hanno accesso a informazioni classificate?

Le Parole di Powell

Personalmente che cosa pensiamo? Tutti i pezzi del puzzle sono al loro posto per una guerra. Ma quale guerra? Tra i Russi ed Occidente? No. Gli Stati Uniti hanno riunito la forza militare più potente che sia mai stata mobilizzata dall’ inizio dell’era del bronzo. Questa forza si trova nelle frontiere che toccano Iran. Questa forza si trova ad un passo dalla guerra. Ogni giorno, appena mi sveglio accendo il mio notebook per vedere se si è verificata. Israele ha sottomarini nucleari difronte alle coste iraniane, hanno addestrato unità speciali del esercito del aria para portare a compimento bombardamenti. Gli Stati Uniti hanno riunito la flotta nel golfo, hanno preparato B52 e B1, aerei cisterna e missili in grado di raggiungere l’ Iran. Si è sorvolato lo spazio aereo iraniano con aerei pilotati. Dato che gli Stati Uniti non credono con certezza che siano in grado di distruggere tutti i punti di arricchimento nucleare con i bombardamenti, hanno messo a punto una forza di assalto composta da marines trasportati da mezzi anfibi. L’ obiettivo dell’ attacco è la distruzione del regime iraniano. Per ottenere questo risultato gli invasori devono assassinare a membri del governo, distruggere l’ esercito iraniano,i Guardiani della rivoluzione e paralizzare l’ economia nazionale. Iran sa molto bene quello che gli sta per piovere addosso e si sta preparando a una lunga guerra di guerriglia nel suo territorio.
La legge di Murphy è la generalizzazione che meglio quadra al essere umano, speriamo che questa volta non ci regali la sua stupida capacità di previsione. Hobbes diceva che la guerra non consiste solo in battaglie, o nella azione della lotta, per lui la guerra era il lasso di tempo durante il quale la volontà di entrare in conflitto era sufficientemente conosciuta dai contendenti.
Ma se lo stato di guerra è ormai permanente, se l’ obiettivo della guerra non è la vittoria ma il perpretarsi della guerra stessa. Mi chiedo quanto ancora ci devono scassare la minchia questi celebrolesi?
Vi saluto con una parolaccia: Bene comune.


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