Posted by: tonuzzu | 26/12/2007

Condannati alla inclinazione alla conferma


L’inclinazione alla conferma si riferisce a un tipo di pensiero selettivo per il quale si tende a notare e a osservare ciò che conferma il proprio pensiero, e ad ignorare, non osservare o sottovalutare l’importanza di ciò che lo contraddice. Per esempio, se si crede che nelle notti di luna piena si verifichi un incremento degli incidenti, si noterà quando gli incidenti hanno luogo con la luna piena, ma non si noterà quando essi hanno luogo negli altri periodi del mese. Questa tendenza, se protratta, rafforza ingiustificatamente la convinzione che esista una relazione tra la luna piena e il verificarsi degli incidenti.
Questa tendenza a prestare più attenzione e a dare più rilevanza ai dati che sostengono i nostri preconcetti e le nostre convinzioni di quanto non si faccia nei confronti dei dati contrari è particolarmente dannosa quando i nostri preconcetti e le nostre convinzioni sono poco più che pregiudizi.
Numerosi studi hanno dimostrato che la gente, generalmente, dà troppo valore alle informazioni di conferma, cioè ai dati che sono favorevoli o supportano una posizione. Thomas Gilovich sostiene che «la ragione più probabile per la quale le informazioni di conferma hanno eccessiva influenza, è che è più semplice affrontarle dal punto di vista cognitivo». È più semplice riscontrare come un dato supporti una posizione che riscontrare come esso potrebbe essere usato contro di essa.È stato dimostrato che la tendenza a prestare più attenzione e a dare più importanza a quanto combacia e dà conferma influenza la memoria. Quando si scava nella propria memoria alla ricerca di dati importati per sostenere una certa posizione, è più probabile che si ricordino i dati che la confermano (Gilovich).
I ricercatori, a volte, sono colpevoli di cadere preda dell’inclinazione alla conferma nell’impostare i propri esperimenti o nel presentare i propri dati in modo tale da confermare le proprie ipotesi. Essi alimentano questa tendenza procedendo secondo schemi che evitano di avere a che fare con i dati che sarebbero in contraddizione con le proprie ipotesi. Per esempio molti scienziati sociali sono colpevoli di cadere preda dell’inclinazione alla conferma. Gosse per esempio tentò di riconciliare i dati geologici ed il creazionismo, secondo lui Dio creò ogni cosa compresi i fossili tentando di riconciliare i dati scientifici, che indicavano che la terra era molto vecchia, con quella che era diventata la visione ortodossa secondo la quale Dio creò ogni cosa nel 4004 prima di Cristo, come calcolato dall’arcivescovo Ussher.
Gli sperimentatori potrebbero evitare o ridurre l’inclinazione alla conferma collaborando, nella progettazione degli esperimenti, con colleghi che sostengono ipotesi contrarie. Gli individui devono costantemente ricordare a se stessi questa tendenza e ricercare attivamente dati contrati alle proprie convinzioni. Dal momento che si tratta di qualcosa di innaturale, sembra che l’uomo medio sia condannato all’inclinazione alla conferma.


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