Posted by: tonuzzu | 05/08/2007

Mostri sacri senza eredi

Hanno vinto gli affari, ha vinto il mercato, l’ Italia ha sposato la causa dei grandi affari. Un paese di potenti che non hanno interesse a sviluppare la cultura che non fa mercato, che non vale proprio nulla.
Tutta la produzione artistica in Italia è vittima degli schemi: o deve far ridere e deve far piangere, deve sollevare emozioni visibili forti altrimenti è noia: un criterio abbastanza superficiale. Siamo un popolo di televidenti che segue infantilmente divertimento o commozione. Muccino fa film simpatici, anche divertenti che rispecchiano un certo modo di muoversi della sua generazione. Persino la commedia all’ italiana trattava qualcosa di piu profondo. Intanto non comportava affatto il lieto fine. Moretti non smette di raccontarci la delusione di una generazione rispetto al Paese in cui si è trovato a essere un narratore, certamente lo ha fatto in maniera precisa e corrosiva, ma forse lo sguardo va adesso un poco allargato. La società italiana è ludica, informe, schiava del mercato e quindi pronta a sopraffare, a ingannare, idealizzare il truffatore più abile, a fare di un eroe di chi diventa ricco e potente col raggiro. C’ è una tale involuzione morale, etica che i nostri autori non sanno più che cosa raccontare. Le arti sono sempre sorpassate dalla realtà, arrivano sempre in ritardo. Ironia? Non lo so. Vorrei ci fosse più indignazione. Oggi non c’è niente da ridere.
Grande parte della nostra cultura è figlia di un grande libro che si chiama “commedia”, non “tragedia”. Poi gli hanno aggiunto Divina e non c’ entrava. Nella commedia c’è tutto, la turpitudine, il divertimento, l’ invettiva, l’ amore, la delicatezza, l’indignazione, l’ abbandono e l’ affabulazione. Bisognerebbe avere quel passo li, il passo di Dante. Galleggiamo sempre più in basso, sempre più osceni, pronti a qualsiasi compromesso.
L’ ultimo saluto ad Antonioni lo abbiamo dato in Campidoglio. Ma è possibile che a Roma per i congedi non ci sia un luogo che abbia la sua ufficialità, che non sia quella religiosa del Campidoglio, di questa trimillenaria Roma imperial-papale? Non c’ è un altro posto dignitoso se uno non vuole andare in Chiesa? Poi il Campidoglio va benissimo, per carità, ma è anche troppo…Ormai ci vanno tutti. Chi non ci va rimane deluso, offeso, i familiari si chiedono: ma perché il mio morto no? Viva l’Italia che sacralizza chi gia era sacro, viva l’ italia degli artisti morenti senza eredi.


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